No, non è il film di Aldo, Giovanni e Giacomo di parecchi anni fa ( e tra l'altro anche piuttosto carino).
Ho invece in mente Ezio Bosso, il musicista. Ed è inutile che io faccia l'uomo di cultura; come tanti ho scoperto chi fosse quando, nel 2016, venne intervistato al Festival di Sanremo. Forse fu un'idea nata per aumentare l'audience della serata, forse. Ma di certo la cosa poi andò oltre quanto pianificato; perchè anche rivista oggi, dopo anni, l'intervista appare sincera, con i suoi tempi e capace di dare emozioni.
Non mi dilungo sulla storia, tragica, di questo carismatico artista; basta scorrere su google e si trova tutto. Ma è invece un'altra intervista, credo del 2019, che mi ha sempre colpito molto e che di tanto in tanto riguardo per riflettere e pensare. E di questa il fulcro è proprio una domanda, infausta, dell'intervistatore che chiede ad Ezio: "Tu sei felice?". E la risposta è talmente Grande che non è neanche da commentare, ma solo da interiorizzare. La riporto tale e quale e, parafrasando Forrest Gump, "su questo argomento non ho più nulla da aggiungere".
"...io...non ti so dire se sono felice
però, ti so dire che
tengo stretti i momenti di felicità
che li vivo fino in fondo, fino alle lacrime
così come accettare i momenti del buio
sono una persona normale
ho una filosofia che è quella di legarsi di più ai momenti felici
perchè quelli sono quelli che poi ti serviranno
da maniglia per ritirarti su quando sei nel letto e non riesci ad alzarti"
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