sabato 16 dicembre 2023

Post Zero - E poi c'era lo Zio

Fuori tempo massimo. 

Bhe, si, cominciare un blog il 16 dicembre del 2023 è anacronistico.

Ma il blog lo scrivo principalmente per me, a ruota libera, per buttare giù pensieri, parlare di libri, canzoni, film o storie. E se poi passasse qualcuno che ancora dedica tempo a qualcosa di scritto per puro piacere e ci vuole dare una lettura, bhe ...è il benvenuto. Ma il lettore alla fine sono me medesimo.

Ma perchè proprio ora? L'idea ce l'avevo in testa, ma la spunta primordiale è arrivata ieri, il messaggio di un amico. Che poi di amici, quelli che senti per davvero, per cose varie, ne ho pochi in questo periodo. Si contano sulla dita di  una mano. Ed è la mano di un artificiere in pensione; una o due dita è facile che manchino. Si dovrà provvedere (e ci sto lavorando), ma questa è altra storia.

Insomma, il messaggio è dell' amico un po' sopra le righe, un po' folle, un personaggio insomma, uno di quelli su cui magari ci potresti scrivere, se non un libro, almeno un racconto o una canzone.

Il messaggio è per una notizia triste. E' morto suo zio, ma non uno zio qualunque. Lo Zio quello matto, quello visto un po' come lo strano dal resto della famiglia. Quello che ha fatto tribolare la zia e che quando hai sette anni ti parla schietto di cose che guai a parlare ai bambini. Ma anche buono, sincero e capace di gesti generosi. Risponde l' altro amico (e siamo a due, con le dita della mano); anche a lui spiace, perchè, anche a lui manca uno zio, uno di quelli, uno Zio di quelli strani.

E anch'io resto colpito, che uno Zio così ce l' avevo anch'io. Che nei primi anni sessanta parte su una nave come cuoco, gira il mondo e poi torna per essere quello matto, quello strano, quello che vestiva da cow boy (e che beveeva un bel po' tanto, per dirla tutta). Ma anche quello senza peli sulla lingua, quello senza segreti, genuino, sempre pronto a rimboccarsi le maniche per aiutare. E alla fine  quello che a tutti i costi voleva tornare negli Stati Uniti, il suo sogno. E tutti a dirgli che poteva aspettare, che aveva pochi soldi in quel momento, ma lui niente. Va, torna. E poi gli scoprono un cancro, va operato, ma è rischioso, Lui entra in ospedale, sorridente con tutti, beffardo, neanche dovesse andare ad un pranzo. Dall'intervento non si è mai risvegliato, ma alla fine io lo so che la Morte lui l'ha presa di sorpresa, che mica se l'aspettava uno che si presentasse a lei ridendo. E, alla fine, i soldi erano poi davvero pochi, ma abbastanza per il funerale e mettere a posto le cose varie. Niente più, niente meno.

Però il fatto è un altro e ne sono quasi certo. Perchè forse tutti, nella propria famiglia,  hanno (o hanno avuto) uno zio, un cugino, un nonno, un antenato che era il matto, il folle, lo strano. Perchè si sa, lo dicono un po' tutti in giro, in quella famiglia lì erano proprio persone a modo e poi...bhe...e poi c'era lo Zio.

Epilogo

1998, Germania, viaggo in Inter-Rail con la Banda del tempo. Mi affibbiano un nuovo soprannome: "Lo Zio". E i soprannomi non si tolgono di dosso facilmente, tanto che resiste ancora oggi qua e là, dopo più di 25 anni di distanza.  Sarà un degno soprannome? "Ai posteri l' ardua sentenza". E se lo diceva il Manzoni, lo si può prendere per buono, no?

Nessun commento:

Posta un commento